Filantropia, ascolto, sostenibilità economica e valutazione del cambiamento nella lettura di RUDI
di Julia Hoffmann | Fondatrice di RUDI – Risorse Umane Dirette e Indirette
Quanto conta una collaborazione per le persone e per il territorio? La risposta richiede di osservare che cosa cambia, come vengono impiegate le risorse e quali capacità rimangono nelle organizzazioni. È la domanda con cui RUDI rilegge alcuni degli interventi del Salone della CSR e dell’innovazione sociale 2026, tenutosi dal 6 all’8 ottobre all’Università Bocconi di Milano e dedicato al tema Andare oltre.
Per chi accompagna enti del Terzo Settore, fondazioni e pubbliche amministrazioni, confrontarsi con questi dibattiti significa aggiornare il modo di leggere i bisogni e di costruire risposte sostenibili. Le riflessioni sulla filantropia dialogano con quelle sulla finanza; l’ascolto delle comunità orienta la progettazione; la valutazione aiuta a verificare le scelte e a correggerle.
Negli otto incontri qui approfonditi emerge un filo comune: la qualità del cambiamento dipende anche dalla qualità delle relazioni e delle organizzazioni che lo rendono possibile. È una chiave di lettura che attraversa il lavoro di RUDI e che trova nel Salone occasioni concrete di confronto.
Ascoltare per orientare le decisioni
Nel confronto Ascoltare gli stakeholder: un impegno ma anche una risorsa, coordinato da Sergio Vazzoler, la domanda decisiva riguarda il destino delle informazioni raccolte: quanto incidono sulle priorità e sulle decisioni dell’organizzazione?
Erika Colciago, General Manager di LifeGate, ha richiamato un ascolto capace di precedere le scelte aziendali e di aprire spazi di partecipazione anche a interlocutori meno consueti. È un passaggio che interessa da vicino il rapporto tra imprese e comunità, ma anche il lavoro di un ente sociale o di una fondazione.
Nella prospettiva di RUDI, questo richiede di individuare le persone che vivono i problemi, comprendere quali cambiamenti considerano rilevanti e restituire loro come il confronto ha orientato il progetto. L’ascolto acquista valore quando lascia traccia nelle decisioni. Un questionario può essere utile, purché entri in un processo che consenta di rivedere attività, destinazione delle risorse e modalità di relazione.
Guarda l’incontro sull’ascolto degli stakeholder
La filantropia investe nella capacità delle organizzazioni
Il panel Non più solo dare: la filantropia e il volontariato che progettano il futuro, coordinato da Giampaolo Cerri di VITA, offre una lettura particolarmente vicina alla missione di RUDI. Antonio Danieli, presidente di Assifero, ha posto l’attenzione sul contributo delle fondazioni attraverso ciò che fanno e il modo in cui operano, oltre alle risorse erogate.
Viviana Rizzuto, direttrice generale della Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani, ha descritto un accompagnamento che sostiene la maturazione delle iniziative e il loro sviluppo organizzativo. Nella sua esperienza, il supporto tecnico, gestionale e relazionale prepara le condizioni perché un finanziamento possa produrre effetti duraturi. Il Capability Hub presentato al Salone accompagna le organizzazioni prima, durante e dopo il contributo.
Anche Chiara Tommasini, presidente di CSVnet, ha richiamato l’evoluzione dei Centri di servizio verso un affiancamento capace di mettere in relazione volontariato, istituzioni e altri soggetti del territorio.
Questi contributi rendono visibile una questione economica spesso poco considerata: costruire capacità richiede tempo, competenze e risorse dedicate. Governance, progettazione, gestione e apprendimento hanno un costo e concorrono alla qualità dei risultati. Per RUDI, riconoscerlo significa dare basi più solide anche al fundraising e allo sviluppo degli enti del Terzo Settore: la sostenibilità di un’organizzazione dipende dalla sua capacità di usare bene le risorse e di mantenere gli impegni nel tempo.
La filantropia basata sulla fiducia trova qui un significato concreto. Nel confronto, la conoscenza reciproca e la continuità della relazione sono presentate come strumenti per governare il rischio e accompagnare lo sviluppo, insieme a responsabilità e verifiche proporzionate.
Guarda l’incontro su filantropia e volontariato
Le partnership hanno bisogno di continuità e lavoro condiviso
Nel panel Profit e non profit, una collaborazione in evoluzione, coordinato da Elena Zanella, il percorso di Fondazione Terna e Fratello Sole sulle comunità energetiche rinnovabili solidali mostra quanto la collaborazione coinvolga la fase iniziale dei progetti. Marco Pisciottani e Fabio Gerosa hanno raccontato il lavoro di costruzione delle relazioni territoriali, analisi tecnica e accompagnamento necessario a far nascere le comunità.
Il sostegno della fondazione permette di dedicare risorse a questa preparazione. Il modello illustrato collega la produzione e la condivisione di energia rinnovabile alla destinazione di risorse per finalità sociali. I percorsi presentati si trovano a diversi stadi di sviluppo: il valore atteso andrà osservato nel tempo, distinguendolo dalle attività già realizzate.
Per RUDI, che lavora anche sulla valutazione e sul coinvolgimento delle comunità energetiche, il caso rende evidente l’interdipendenza tra dimensione energetica, sostenibilità economica e finalità sociali. Accompagnare la nascita di una comunità significa anche chiarire chi partecipa alle decisioni e come saranno distribuiti i benefici.
Guarda l’incontro sulle collaborazioni tra profit e non profit
Un’altra prospettiva arriva dal rapporto tra Antoniano ed Enel Cuore, presentato nel panel Comunità sostenibili: sinergie tra imprese e Terzo Settore. Iole Ciliberto e Carmelina Grimaldi hanno descritto una relazione maturata nel tempo, fino al sostegno al Centro Terapeutico e all’apertura di ulteriori occasioni di coinvolgimento. Il radicamento dell’Antoniano e la conoscenza dei bisogni locali sono stati indicati come elementi centrali della scelta di sostenere il progetto.
Queste esperienze suggeriscono un criterio operativo: una partnership va costruita intorno a obiettivi condivisi, contributi riconoscibili e responsabilità esplicite. Il tempo necessario al coordinamento e alla cura della relazione deve trovare spazio anche nel budget.
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La valutazione aiuta a scegliere e a imparare
La presentazione di Social impact. Comprendere e misurare il cambiamento per le decisioni aziendali, di Valentina Langella e Matteo Pedrini, porta il discorso sul terreno del metodo. Il volume è approfondito anche nella presentazione pubblicata da ALTIS.
Gli autori invitano a iniziare dalle persone che sperimentano i cambiamenti e dalle domande a cui la valutazione deve rispondere. La scelta degli indicatori segue questa comprensione. Nel loro approccio, il test AFU — affidabile, fattibile e utile aiuta a valutare la qualità degli indicatori e la possibilità concreta di utilizzarli.
Per un’organizzazione, ciò significa costruire un sistema proporzionato alle risorse disponibili e capace di sostenere decisioni ripetute nel tempo. Contare attività e partecipanti descrive il lavoro svolto; comprendere gli effetti sulle persone richiede domande, dati e metodi ulteriori.
La lettura di RUDI è che la valutazione debba entrare nella progettazione e nella gestione: rendere esplicito il cambiamento atteso, raccogliere evidenze pertinenti e utilizzarle per decidere che cosa consolidare o modificare. Questo comporta anche dichiarare i limiti delle informazioni disponibili. La credibilità cresce quando distinguiamo ciò che abbiamo realizzato, ciò che osserviamo e il contributo che possiamo ragionevolmente attribuire al progetto.
Guarda la presentazione di Social impact
I beni comuni richiedono uno sguardo aperto sulla partecipazione
Daniela Ciaffi, nell’incontro Il ruolo del privato nell’amministrazione condivisa dei beni comuni, dedicato alla ricerca dell’Osservatorio Nazionale dei Beni Comuni, ha invitato ad ampliare lo sguardo sui soggetti che si attivano per l’interesse generale. Accanto a istituzioni, imprese ed enti del Terzo Settore operano singole persone, gruppi informali e altre forme di iniziativa civica.
Il suo intervento evidenzia il valore delle relazioni che si costruiscono attraverso la cura condivisa dei luoghi e della comunità. Per RUDI, questo richiama una responsabilità nella lettura dei territori: riconoscere anche le risorse meno visibili e facilitare la partecipazione di chi dispone di minori possibilità di rappresentanza.
Ne deriva un’esigenza di metodo: individuare gli attori, esplicitare le responsabilità e scegliere strumenti di collaborazione coerenti con il contesto. La qualità delle relazioni è parte del valore che un progetto può generare.
Guarda l’incontro sull’amministrazione condivisa dei beni comuni
Finanza e digitale vanno collegati agli obiettivi sociali
Nel panel La finanza ESG, strumento per rafforzare la sostenibilità, Vincenzo Prota di Etica SGR ha richiamato la transizione giusta, collegando la trasformazione ambientale alle conseguenze per lavoratori, filiere e comunità. La destinazione delle risorse richiede quindi attenzione anche a chi sostiene i costi del cambiamento e a chi ne riceve i benefici.
Guarda l’incontro sulla finanza ESG
In questa prospettiva è utile mantenere precisi i termini. L’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nelle decisioni finanziarie e l’investimento a impatto descrivono approcci distinti, che possono intersecarsi. Il Global Impact Investing Network definisce l’investimento a impatto attraverso l’intenzione di produrre benefici sociali o ambientali misurabili insieme a un ritorno finanziario. Chiarire obiettivi e risultati attesi permette di collegare meglio risorse, progetti e responsabilità.
Un criterio analogo emerge dal confronto La digitalizzazione come leva di cambiamento. Gianmarco Pulga di Italgas ha illustrato l’importanza di partire dai bisogni operativi; Maria Finadri di Fastweb Digital Academy ha collegato l’accesso alla formazione digitale allo sviluppo delle competenze e alla partecipazione consapevole.
Per RUDI, anche l’adozione di strumenti digitali e intelligenza artificiale va letta dentro un percorso organizzativo. Occorre chiarire quale problema affrontare, chi utilizzerà gli strumenti, quali competenze servono e come valutare gli effetti. L’efficienza operativa può così contribuire alla qualità del lavoro e dei servizi.
Guarda l’incontro sulla digitalizzazione
Il contributo di RUDI
Per RUDI, l’aggiornamento sistemico consiste nel mettere in relazione questi ambiti e tradurli in scelte adatte alle organizzazioni. Un bisogno territoriale porta a interrogare la progettazione; il progetto richiede un assetto economico e responsabilità chiare; la valutazione restituisce conoscenze utili a migliorarli.
È su questo raccordo che RUDI accompagna enti del Terzo Settore, pubbliche amministrazioni, fondazioni e organizzazioni orientate all’impatto, con consulenza e formazione su strategia, fundraising, progettazione, valutazione e accountability. Rendere visibile l’impatto significa costruire le condizioni per comprenderlo, governarlo e comunicarlo con rigore.
Un ringraziamento a Rossella Sobrero, a Koinètica e alle persone che hanno contribuito al Salone per aver reso possibile questo spazio di confronto tra esperienze e competenze. Il programma completo del Salone 2026 e le registrazioni sul canale YouTube ufficiale permettono di proseguire l’approfondimento.
Per le organizzazioni che stanno avviando una partnership, rivedendo una strategia di raccolta fondi o costruendo un percorso di valutazione, il primo passo è chiarire quale cambiamento vogliono sostenere e quali condizioni servono per realizzarlo. RUDI può accompagnare questo lavoro, traducendo gli obiettivi in un percorso sostenibile e verificabile.
Contatta RUDI per costruire il percorso più adatto alla tua organizzazione.