La Summer School 2025 di Cantieri Viceversa ha rappresentato molto più di un’occasione formativa. È stata un crocevia di visioni, competenze e pratiche dove si è provato a sciogliere una delle questioni più complesse del nostro tempo: come rigenerare beni pubblici abbandonati, in particolare quelli confiscati alle mafie, in un’ottica non solo urbanistica, ma sociale, culturale e finanziaria.

Al centro della discussione, la consapevolezza che non basta restituire spazi alla collettività: occorre trasformarli in luoghi, ovvero in presidi vivi, abitati, partecipati. È proprio qui che si innesta il ruolo cruciale del Terzo Settore, delle fondazioni, degli enti pubblici locali, delle banche e degli operatori finanziari. Ma anche – e forse soprattutto – il ruolo delle comunità e delle reti che accompagnano queste trasformazioni.
• oltre 45.000 beni confiscati alla criminalità organizzata vedi www.confiscatibene.it
↳ di cui oltre 23.000 ancora inutilizzati, spesso vandalizzati o occupati
• 800.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica, molti dei quali vetusti o inadeguati
• una quota di edilizia pubblica pari solo al 4% del patrimonio abitativo (contro il 9% della media UE)
• meno del 5% degli studenti fuori sede ha accesso a uno studentato
• centinaia di progetti di rigenerazione sociale attivi, ma troppo spesso isolati e precari
E tutto questo accade mentre crescono:
– la richiesta di abitazioni per giovani, fragili, migranti
– il bisogno di spazi educativi, culturali, civici e mutualistici
– la consapevolezza che da soli, gli enti del Terzo Settore non possono farcela
Finanza sostenibile e impatto sociale: strumenti che ci sono (e quelli che mancano)
Uno dei fili conduttori più forti emersi durante le due giornate è stata la necessità di alleanze tra Terzo Settore e mondo della finanza. Il Forum per la Finanza Sostenibile ha portato dati e riflessioni che mostrano come il mondo bancario stia lentamente aprendo le porte a modelli di investimento più pazienti e orientati all’impatto, ma la strada è ancora lunga.
Tra gli strumenti citati e da valorizzare:
- Il Fondo FIA (Fondo Investimenti per l’Abitare), che ha mosso oltre 4 miliardi di euro per l’housing sociale, con standard elevati sia in termini ambientali sia in termini di servizi offerti alla comunità;
- Il Social Bonus, ancora sottoutilizzato e spesso sconosciuto agli stessi operatori;
- Gli SPP (Strumenti Patrimoniali Partecipativi), che mancano quasi completamente all’appello e che potrebbero diventare fondamentali per attivare capitali pazienti nei progetti a forte valenza sociale.
Dall’altra parte, però, è emerso anche ciò che ancora manca: un sistema di garanzie per chi si prende il rischio di gestire beni complessi, prodotti finanziari assicurativi adeguati (soprattutto contro vandalismi e minacce), e una cabina di regia pubblica che renda più rapide ed efficaci le assegnazioni e gli affidi.
Le alleanze che funzionano (e le assenze che pesano)
Tra le esperienze più significative emerse:
- La Fondazione Trame in Calabria, che ha trasformato un bene confiscato in un polo culturale capace di ospitare una mostra d’arte di opere sequestrate alla criminalità;
- Cascina Chiaravalle a Milano, esempio di governance mista dove impatto sociale, ambientale e progettazione culturale si tengono insieme;
- Fondazione Scalabrini, che a Como gestisce alloggi sociali coinvolgendo direttamente i piccoli proprietari, con formule innovative di housing collaborativo.

Giampaolo Cerri, Vita Maria Rosaria Laganà, Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) Alessandra dal Verme*, Agenzia del Demanio Giorgio Righetti (onlline), Acri Massimiliano Pulice, CDP Luigi di Cristo Patrimonio immobiliare pubblico On. Lucia Albano, Ministero Economia e Finanza
In tutti questi casi è la presenza di una rete a fare la differenza: istituzioni, enti del terzo settore, finanza paziente e comunità. Dove invece manca uno di questi pezzi – spesso lo Stato o le amministrazioni locali – il rischio è che i beni restino chiusi, vandalizzati o addirittura rioccupati.
Il ruolo della cultura della legalità e delle comunità locali
Come ha sottolineato Libera, è fondamentale pensare i beni confiscati come strumenti di welfare e spazi di giustizia sociale. Ogni intervento, anche il più piccolo – come la gestione di un giardino urbano a Bologna – può generare fiducia e attivare trasformazioni profonde. Ma è essenziale lavorare sulle comunità: senza un riconoscimento condiviso del valore dei beni restituiti, senza una narrazione pubblica coerente, la rigenerazione non regge.

Alessandro Seminati della Cabina di Regia Cantieri ViceVersa, Tatiana Giannone Libera e Francesco Marsico Croce Rossa Italiana.
Come ha ricordato la Caritas, spesso si tratta di territori in cui il bisogno di lavoro è reale, ma dove la dimensione culturale e relazionale deve venire prima della dimensione economica. Non si crea lavoro sostenibile senza prima costruire relazioni di fiducia.
Governance condivisa e linguaggio comune: il nodo cruciale
Molti degli interventi hanno posto l’accento sulla necessità di modelli di governance innovativi: fondazioni di partecipazione, consorzi misti, partenariati pubblico-comunitari. Ma per farli funzionare serve una premessa: un linguaggio comune. Non si può costruire impatto sociale senza metriche condivise, senza indicatori leggibili (come gli SDGs) e senza la capacità di dialogare tra settori diversi.
È qui che entra in gioco il lavoro di realtà come RUDI, che accompagna progetti complessi mettendo a sistema visioni, strumenti e competenze. Coordinare attori diversi, costruire linguaggi comuni, disegnare impatti condivisi: queste sono le sfide del nostro tempo. E servono esperienze capaci di tenere insieme la complessità, senza ridurla a formule semplici.
Conclusione: da “cantieri” a “viceversa”
Questa edizione della Summer School ha fatto emergere con forza un punto: la rigenerazione non è solo un progetto tecnico. È un progetto politico, culturale, economico e sociale. E non si può fare da soli.
Serve il coraggio di costruire alleanze, la pazienza di immaginare modelli sostenibili, e la determinazione di mettere a sistema le energie migliori del Paese. Solo così i “cantieri” possono diventare luoghi di rigenerazione reale. E il “viceversa” – il ribaltamento simbolico della logica del potere criminale in una logica di giustizia sociale – può diventare realtà concreta.
Chi è stato presente, cosa ci siamo segnati:
Forum Nazionale del Terzo Settore – Vanessa Pallucchi, Giuseppe Di Francesco
Forum per la Finanza Sostenibile – Massimo Giusti, Francesco Bicciato
Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – On. Lucia Albano
Agenzia del Demanio – Alessandra dal Verme
Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) – Maria Rosaria Laganà
Comune di Napoli – (rappresentato nei tavoli)
Comune di Portici – (riferimenti nelle testimonianze dirette)
Comune di Corleone – (interventi nella sessione finale)
Protezione Civile – (citata nei tavoli)
Fondazione CON IL SUD – Marco Imperiale
Fondazione Cariplo – Monica Villa
Fondazione Housing Sociale – Roberta Conditi
Fondazione Scalabrini (Como) – Francesca Paini
Fondazione La Casa ETS – Maurizio Trabuio
Fondazione Trame – Nuccio Iovene
Fondazione Sodalitas – (come partner scientifico)
ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio – Giorgio Righetti
ASSIMOCO, e altre compagnie assicurative,
Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – Tatiana Giannone
Il Giardino di Scidà – Matteo Iannitti
Forum dei Beni Confiscati alle mafie – Anna Vettigli
Arci Le Nuvole / Open Housing (Gela) – Giuseppe Montemagno, Luciana Carfì
Abitare Social Forum – (invitato, non confermato)
Caritas Italiana / Emporio Solidale – Francesco Marsico (esperienze descritte)
Associazione attiva a Corleone – (intervento non nominativo)
Associazione con allevamento lumache sul Volturno – (caso presentato)
Associazione “15” – (caso di fallimento per mancanza di consenso comunitario)
CSUNET
ASSIMOCO (mainpartner),Compagnie assicurative – (coinvolte nei tavoli sulla gestione del rischio) Banca Etica, Unicredit, BPER, Banca Intesa, Banco di BPM,…
AICCON – Università di Bologna preparazione Position Paper di Paolo Venturi
Almalenda – (partner scientifico)
Finance & Sostenibilità – (partner scientifico)
Social Impact Agenda– (partner scientifico) Fondazione Sodalitas, CGM,ecc.
VITA Magazine – Giampaolo Cerri (moderatore e media partner)
Avemedia – (regia tecnica e supporto comunicazione)
Cabina di Regia Cantieri ViceVersa – Coordinamento e restituzioni

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