Il mio viaggio come inviata speciale di VITA, tra voci internazionali, casi italiani e nuove sfide globali
🎧 I podcast di questo viaggio sono disponibili su Produrre Bene | Podcast di storie e pratiche di impatto
💬 Perché l’impatto non si misura solo nei numeri, ma anche nel modo in cui scegliamo di raccontarlo.
di Julia Hoffmann
Bologna, primavera 2025. A pochi metri dal centro storico, tra i padiglioni del Polo Congressuale, si è svolta la 44ª Conferenza annuale della IAIA – International Association for Impact Assessment, dedicata quest’anno a un tema quanto mai attuale: “Impact Assessment in the Age of Artificial Intelligence”.
Ho partecipato a IAIA25 come inviata speciale per il mensile VITA, con l’obiettivo di raccontare ciò che accade davvero dentro una delle reti internazionali più autorevoli in materia di valutazione ambientale, sociale e di impatto umano. Ne è nato un viaggio denso, articolato, fatto di voci, sguardi e pratiche molto diverse tra loro, ma unite da un’urgenza comune: rendere i processi decisionali più trasparenti, giusti, e capaci di dare voce ai territori e alle comunità.
Per raccogliere e restituire questa esperienza, ho realizzato una serie di podcast per Produrre Bene, la piattaforma di approfondimento che porto avanti come consulente e storyteller del Terzo Settore. Di seguito, una panoramica delle testimonianze raccolte e degli incontri più significativi.

🎙️ 1. Alan Ehrlich – Presidente IAIA
Aprire con lui il podcast è stato naturale. Nella sua intervista, Ehrlich ha delineato le sfide etiche e istituzionali dell’intelligenza artificiale nella valutazione d’impatto. Ha sottolineato il rischio di affidare alla macchina ciò che spetta al giudizio umano e ha evidenziato il ruolo strategico dell’Europa come riferimento per standard globali più responsabili. La scelta di Bologna come sede dell’evento è apparsa, anche per lui, tutt’altro che casuale.
🎙️ 2. Maria Pia Sacco – Senior Advisor diritti umani e impresa
La sua è stata una delle conversazioni più dense sul piano normativo e geopolitico. Abbiamo parlato di AI Act, due diligence, corporate accountability e delle nuove forme di regolazione che coinvolgono imprese, istituzioni e società civile. Maria Pia ci ha aiutati a capire come i principi della sostenibilità si stiano concretizzando – tra mille contraddizioni – nei meccanismi legislativi europei.
🎙️ 3. Leonardo Marotta – Ambientologo, storico membro IAIA
Intervistarlo è stato come fare una lezione magistrale di etica pubblica. Marotta ha portato uno sguardo critico e profondo sullo stato della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) in Italia, mettendo al centro casi concreti come la fabbrica RWM in Sardegna, dove valutazioni spezzate e autorizzazioni ex post raccontano una democrazia ambientale fragile.
🎙️ 4. Beatrice Fagan – Consulente sociale in ambito cooperazione e banche internazionali
Beatrice ci ha portato in Africa, nel cuore dei progetti infrastrutturali legati all’educazione. Abbiamo parlato di lingue locali, dati e accessibilità, ma anche di intelligenza artificiale come strumento per includere le comunità nei processi decisionali, grazie all’utilizzo di dataset multilingua e pratiche di citizen science.
🎙️ 5. Alberto – Ricercatore su protocolli FPIC con comunità indigene
Con lui abbiamo toccato un nodo cruciale: il consenso libero, previo e informato (FPIC) nei contesti indigeni. La sua testimonianza racconta come le popolazioni native, in varie parti del mondo, stiano costruendo protocolli propri per essere ascoltate. E ci interroga: l’IA può rafforzare questi diritti o rischia di cancellare le voci più vulnerabili?
✍️ Cosa resta di questo viaggio
IAIA25 non è stata solo una conferenza. È stata una lente per osservare da vicino le tensioni tra tecnologia e partecipazione, tra valutazione e giustizia, tra decisioni e impatti. Ho raccolto molte altre voci che sto ancora trascrivendo, tra cui professionisti dall’Australia e dal Sudafrica, e l’intervista al CEO dell’organizzazione IAIA, che sarà uno dei prossimi episodi in uscita.
Raccontare questi contenuti è oggi parte del mio impegno come consulente e formatrice nel campo della valutazione sociale, ma anche come cittadina che crede nel diritto a una transizione giusta, trasparente, e consapevole.

