Creare futuri di valore – 13° edizione Milano, Università Bocconi, Via Roentgen 1
8, 9 e 10 ottobre 2025
La trasformazione che stiamo vivendo non riguarda le tecnologie, ma l’idea stessa di valore.
Lo si è percepito con chiarezza al Salone CSR 2025, dove – tra keynote, dossier e confronti – è emersa una certezza: la vera rivoluzione non sta nell’innovazione dei processi, ma nel modo in cui persone e organizzazioni scelgono di assumersi responsabilità sul futuro.
Il numero di ottobre di VITA (“Nella testa dei filantropi”) ha dato voce a un fenomeno che oggi non può più essere interpretato come pura beneficenza: oltre due miliardi di euro l’anno generati da attori filantropici che non si limitano a “finanziare”, ma orientano strategie, cultura e infrastrutture sociali. Non più erogatori esterni, ma veri architetti di sistemi.
È un passaggio netto: la filantropia non come gesto eccezionale, ma come funzione strategica dell’economia civile. Ecco il dettaglio dell’Infografica: “I numeri della filantropia” (fonti: Assifero, Evaluation Lab, Fondazione Dellemo, Philea, Fondazione Cariplo, 2024)

Vita mensile ottobre 2025
In questa lettura sull’economia civile si inserisce con forza l’intervento di Stefano Zamagni, che ha richiamato la necessità di superare definitivamente il modello economico centrato solo sulla produzione della ricchezza per arrivare a un’economia capace di generare pubblica felicità, coesione e infrastruttura relazionale.
Non una visione soft, ma una precisa ridefinizione del mandato economico: l’impatto sociale come criterio fondativo, non come compensazione.

Prof. Stefano Zamagni e Rossella Sobrero ideatrice Salone della CSR
Se questo è il piano culturale, il Premio Impatto assegnato ad ABC arriva come conferma operativa che la direzione è ormai chiara: non basta più “fare bene”, serve dimostrare di generare trasformazione sistemica, e saperla misurare con rigore, intenzionalità e trasparenza.

Giusy Battain ABC (Associazione Bambini Chirurgici) e Federico Mento (Ashoka Italia)
ABC è stato riconosciuto non solo per i risultati ottenuti, ma per il modo in cui li ha resi leggibili: attraverso un modello evoluto di valutazione dell’impatto capace di unire indicatori quantitativi e cambiamento qualitativo percepito dalla comunità.
In altre parole: non la CSR del “fare del bene”, ma la costruzione deliberata di un valore condiviso, documentato e rigenerativo.
Questo premio non celebra un progetto, ma certifica una maturità metodologica:
intenzionalità dichiarata, non filantropia spontanea
impatto tracciato come leva di governance, non come narrazione reputazionale
coerenza tra modello economico e valore redistribuito, non solo accountability ex post
È qui che si vede la discontinuità: ABC non si limita ad avere effetti sociali, opera dentro la logica dell’economia civile di cui parla Zamagni. Non “ripara”, ma attiva meccanismi durevoli di redistribuzione, partecipazione e potenziamento delle capacità delle persone e dei territori.
Ciò che emerge con forza da questo Salone è che impatto oggi significa responsabilità strutturale, non progetto virtuoso. Non è più sufficiente raccontare buone pratiche: serve contribuire a ridisegnare le condizioni sociali ed economiche in cui le comunità vivono. ABC lo dimostra: l’impatto è un’infrastruttura di futuro, non un atto di generosità.
Come RUDI Lab, riconosciamo con chiarezza che questa è la traiettoria su cui si giocherà la qualità strategica delle alleanze tra enti, fondazioni, imprese e amministrazioni pubbliche nei prossimi anni.
Non chi partecipa, ma chi orienta.
Non chi racconta, ma chi rende misurabile e trasformativo ciò che genera.
Ed è qui che si apre la vera domanda per chi oggi ci legge: si è pronti a trattare l’impatto non come un adempimento, ma come leva economica, politica e culturale reale per creare una trasformazione e uno sviluppo sostenibile?
Perché la differenza – lo abbiamo visto – non è più tra chi fa o non fa sostenibilità, ma tra chi contribuisce a cambiare le regole del valore e chi continua a inseguirle.
RUDI Lab continuerà a lavorare esattamente su questa frontiera: accanto a chi sceglie di agire come infrastruttura pubblica, privata, profit e non profit per il futuro, non come attore isolato ma all’interno di una rete che agisce e contribuisce ad un lavoro di advocay per un system change.
Caffè con l’esperto: Stefano Zamagni
Introduzione all’economia civile
Nella testa dei filantropi