Intervista a Francesco Bicciato – Direttore Generale, Forum per la Finanza Sostenibile

Francesco Biccato Direttore Generale Forum per la Finanza Sostenibile (immagine dal sito)

Qual è oggi il posizionamento strategico della finanza sostenibile in Italia?
In un momento storico segnato da transizioni ambientali, sociali e digitali, quali sfide e opportunità vede per l’evoluzione della finanza sostenibile nel nostro Paese?

La sostenibilità rimane un fattore in grado di generare valore finanziario, oltre che benefici diretti per l’ambiente e la società. Questo si riflette anche nell’andamento della base associativa del Forum, che continua a crescere a dimostrazione del sempre maggiore interesse degli operatori verso la finanza sostenibile: siamo a oltre 170 membri, con un incremento del 20% rispetto agli anni precedenti. Vale la pena ricordare che l’organizzazione ha alle spalle 25 anni di attività, ma i momenti di maggiore crescita si sono verificati dopo il 2018, in coincidenza con il lancio del Piano europeo per la finanza sostenibile, e poi nel 2019 con l’introduzione del Green Deal. Anche in presenza di congiunture sfavorevoli, come la pandemia, la tendenza complessiva è rimasta positiva. Mentre continuano ad aumentare le temperature e si rafforzano le disuguaglianze socioeconomiche, è fondamentale non rallentare nel processo di transizione, e questo rappresenta una fonte di interessanti opportunità per gli investitori. Gli operatori finanziari hanno un ruolo chiave, orientando i capitali verso iniziative e progetti capaci di coniugare riduzione delle emissioni e maggiore equità.

Come si sta posizionando l’Europa sul fronte della finanza sostenibile, anche alla luce dei recenti aggiornamenti normativi e del nuovo scenario economico e geopolitico?
A che punto siamo con l’attuazione della Tassonomia UE, della CSRD, e che ruolo potrà avere l’Italia in questo contesto?

Modifiche legislative con l’Omnibus I, all’interno del Competitiveness Compass propongono interventi su tre pilastri della finanza sostenibile europea: Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), Regolamento di Tassonomia UE L’obiettivo dichiarato è semplificare gli obblighi normativi e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.
Tuttavia, emergono forti preoccupazioni sul possibile indebolimento dell’architettura normativa europea sulla sostenibilità. È importante sottolineare che sostenibilità e competitività non sono in contrapposizione: al contrario, una regolamentazione ben calibrata può rafforzare entrambe, creando un mercato più efficiente, trasparente e resiliente nel lungo termine.

Cantieri Viceversa SummerSchool una collaborazione del Forum Terzo Settore con Forum Finanza Sostenibile

Come il Forum per la Finanza Sostenibile sta contribuendo concretamente alla trasformazione del sistema finanziario?
Quali sono le principali azioni in corso per promuovere un allineamento tra capitale privato e obiettivi di impatto sociale e ambientale?

Il Forum per la Finanza Sostenibile è nato nel 2001 e la sua attività si articola in quattro aree principali: Ricerca, Progetti, Formazione, Policy e advocacy. In questi ambiti si occupa di condurre ricerche e gruppi di lavoro con l’obiettivo di valorizzare best practice e contribuire all’analisi e alla diffusione degli investimenti sostenibili, di svolgere attività di formazione destinata sia agli studenti universitari e master, sia agli operatori di settore, e di promuovere il dialogo costruttivo tra investitori sostenibili e società investite (engagement) per favorire l’adozione della sostenibilità in prodotti, processi e strategie aziendali. Inoltre, il Forum informa e sensibilizza la comunità finanziaria, i media, le imprese e la cittadinanza sui temi della finanza SRI, attraverso iniziative di comunicazione, convegni, seminari ed eventi culturali; analizza le evoluzioni normative sulla sostenibilità offrendo aggiornamenti periodici; dialoga con istituzioni e autorità competenti a livello nazionale ed europeo per supportare un quadro regolatorio favorevole agli investimenti ESG. Dal 2012 organizza le Settimane SRI, il principale evento italiano sull’investimento sostenibile e responsabile, ora giunto alla 14ª edizione, e fa parte di Eurosif, rete europea che promuove la finanza sostenibile nei mercati europei

Quali reazioni state osservando da parte degli investitori – pubblici e privati – rispetto agli strumenti di finanza sostenibile e ai modelli ESG?
Si tratta di un’adesione formale o c’è un reale cambiamento nella cultura degli investimenti?

Nonostante il crescente scetticismo verso il cambiamento climatico e le politiche ambientali, la maggior parte degli investitori (sia istituzionali che individuali) e delle imprese non arretra sulla strada della sostenibilità. Secondo lultimo Rapporto Assogestioni‑Censis presentato il 17 aprile 2025, cresce l’interesse dei risparmiatori italiani verso gli strumenti finanziari sostenibili: oggi il 63,3 % degli italiani investirebbe in ESG (nel 2021 era il 52,5 %). Inoltre, il 22,8 % degli italiani indica gli investimenti ESG come prima scelta, mentre il 40,5 % pur non avendoli come prima scelta, li apprezza Gli investitori istituzionali, nel complicato scenario internazionale, si mantengono saldamente ancorati alle loro scelte di sostenibilità, come emergono i primi risultati delle ricerche del Forum per la Finanza Sostenibile su piani previdenziali, Fondazioni di origine bancaria e compagnie di assicurazione (condotte in collaborazione con Mefop e MondoInstitutional, Acri e MondoInstitutional e ANIA), che saranno presentate a novembre 2025 in occasione della 14° edizione delle Settimane dell’investimento sostenibile e responsabile.

Nel contesto delle esperienze emerse alla Summer School Cantieri Viceversa, che ruolo può giocare la finanza sostenibile nel sostenere progetti di rigenerazione urbana e sociale, in particolare su beni confiscati e housing sociale?
Esistono strumenti adatti già operativi o è necessario svilupparne di nuovi?

Quest’anno la Summer School di Cantieri ViceVersa ha registrato una straordinaria partecipazione e si è concentrata su due temi di grande rilevanza sia per gli ETS che per gli operatori finanziari sostenibili: il social housing e la gestione dei beni confiscati alle mafie. Il social housing è un’emergenza sociale che riceve una risposta concreta da parte degli Enti del Terzo Settore, mentre gli operatori bancari e assicurativi sono impegnati nella definizione di strumenti finanziari ad hoc per sostenere la ristrutturazione e la gestione degli immobili destinati a uso sociale. Sul fronte dei beni confiscati alle mafie, al centro del lavoro virtuoso di numerose associazioni attive sui territori, la finanza sostenibile può giocare un ruolo rilevante: da un lato, escludendo dai propri portafogli tutte le attività create con capitale mafioso, e dall’altro sostenendo i progetti produttivi promossi da imprese, associazioni e cooperative che, da sud a nord, ogni giorno aiutano a costruire un paese migliore.

CDP Social Housing, Beni confiscati alle mafie & finanza etica: Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati – ANBSC, Banca Etica: Finanza pulita contro le mafie, Libera – Rete per la legalità e l’uso sociale dei beni confiscati

In questi giorni ha fatto riferimento a un articolo che segnalava il rischio di un arretramento delle politiche sociali a fronte di una crescita economica del 5% e nuove priorità strategiche.
Che impatto potrebbero avere i tagli al welfare sulla coesione sociale e sullo sviluppo sostenibile? E quale dovrebbe essere, secondo lei, il ruolo della finanza sostenibile in questo nuovo contesto?

La vera sfida è come rendere questo welfare sostenibile in senso pieno: sociale, ambientale ed economico. La finanza sostenibile è sempre più attenta alle innovazioni nel campo sociale, soprattutto in un’ottica di collaborazione pubblico-privato, che può generare benefici strutturali sia per il sistema economico che per la società nel suo complesso. Un sistema di welfare fragile, infatti, è meno equo dal punto di vista sociale, ma rappresenta anche un contesto meno attrattivo per gli investimenti. Gli investitori, in particolare quelli orientati alla sostenibilità, valutano la resilienza dei sistemi in cui operano, includendo il benessere collettivo come indicatore chiave. Un welfare solido è uno dei presupposti fondamentali per garantire un ambiente favorevole allo sviluppo economico duraturo.

intervista condotta da Julia Hoffmann

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