Il 31 gennaio 2024, Social Value Italia, in collaborazione con ActionAid, ARCO e PTS, ha organizzato a Roma il seminario “La valutazione dei progetti di accoglienza delle persone migranti”, una piattaforma di discussione in cui esperti del settore hanno esplorato come misurare e migliorare l’impatto dei programmi di accoglienza attraverso l’uso dei dati e la valutazione d’impatto sociale. Grazie anche ai contributi del Centro Studi e Ricerche Idos, delle cooperative Il Girasole e Il Sicomoro, l’incontro ha offerto spunti preziosi per la riforma delle politiche migratorie.
Il ruolo centrale della trasparenza e dei dati
Uno dei temi cardine del seminario è stata l’importanza della trasparenza nella raccolta dei dati per migliorare le politiche di accoglienza. Fabrizio Coresi, esperto di migrazione per ActionAid, ha spiegato come la mancanza di dati aggiornati e accurati renda difficile monitorare il reale impatto delle politiche pubbliche, in particolare nel caso dei centri di accoglienza straordinaria (CAS). L’accesso limitato ai dati, unito alla scarsità di ispezioni nei centri, crea una situazione in cui la mancanza di standard minimi rischia di compromettere la qualità dei servizi offerti ai migranti.
Dai rapporti ActionAid, emerge che dal 2018 al 2021 c’è stato un calo del 40% delle persone accolte in Italia, con una netta riduzione di posti nei piccoli centri CAS e una crescente centralizzazione nelle grandi città. I pochi dati disponibili mostrano che il 65% dei migranti accolti si trova in CAS di grandi dimensioni, aggravando problemi gestionali e aumentando il rischio di marginalizzazione.
Progetti pilota e buone pratiche
Il seminario ha messo in luce due importanti progetti che utilizzano la valutazione d’impatto sociale come strumento per migliorare i servizi:
INside AUT, gestito dalla cooperativa Il Girasole, è un progetto innovativo che ha introdotto una valutazione continua attraverso indicatori trimestrali, coinvolgendo beneficiari e operatori in focus group e interviste. Questo approccio ha permesso di riprogettare in itinere molte attività, con l’obiettivo di rispondere in modo più puntuale ai bisogni dei destinatari. Tuttavia, sono emerse difficoltà legate alle barriere linguistiche e alla partecipazione attiva dei migranti alle attività di valutazione, rendendo necessario un maggiore impegno nella mediazione linguistica e nella comunicazione degli obiettivi.
La Comunità SAI-MSNA “L’Isola che non c’è”, gestita dalla cooperativa Il Sicomoro, ha ospitato nel 2023 12 minori stranieri non accompagnati (MSNA), offrendo loro corsi di italiano, percorsi scolastici e lavorativi, oltre a supporto psicologico e assistenza legale. La valutazione del progetto è stata condotta utilizzando la metodologia Social Return on Investment (SROI), che ha dimostrato come per ogni euro investito nella comunità, vengono generati 1,13 euro di valore sociale. Questo risultato conferma l’importanza di un approccio olistico che metta al centro i bisogni dei minori e della comunità locale, ma ha anche rivelato alcune criticità legate ai tempi lunghi necessari per vedere i risultati concreti dell’integrazione.
Sfide e opportunità per il futuro
Durante il seminario, i partecipanti hanno discusso delle principali sfide legate alla valutazione dei progetti di accoglienza. Tra queste, la difficoltà nel coinvolgere attivamente tutti gli stakeholder e la necessità di garantire dati accessibili e aggiornati su cui basare le decisioni politiche. I gruppi di lavoro hanno individuato alcune soluzioni pratiche, come il rafforzamento della formazione interculturale per operatori e docenti, e l’introduzione di strumenti interattivi per facilitare il coinvolgimento dei beneficiari.
Un altro tema discusso è stato il ritorno a politiche emergenziali, come il Decreto Legge 133/23, che ha visto il ritorno di modelli di accoglienza che escludono i migranti dai servizi pubblici e limitano l’inclusione sociale. La creazione di centri “straordinari” senza servizi di supporto adeguati rischia di consolidare pratiche disfunzionali che danneggiano sia i migranti sia le comunità ospitanti.
Proposte per una riforma sostenibile
Il seminario si è concluso con una serie di raccomandazioni per migliorare il sistema di accoglienza in Italia:
- Maggiore trasparenza e monitoraggio: Le politiche migratorie devono basarsi su dati chiari e accessibili, con un sistema di monitoraggio regolare per garantire la qualità dei servizi.
- Coinvolgimento degli stakeholder: Beneficiari, operatori e comunità locali devono essere coinvolti attivamente nelle fasi di valutazione per assicurare risultati più accurati e migliorare l’integrazione.
- Investire in competenze interculturali: La formazione degli operatori deve essere una priorità per migliorare l’efficacia delle politiche di accoglienza e garantire un maggiore benessere psicologico sia per i migranti che per gli operatori.
Verso un nuovo modello di accoglienza
La valutazione d’impatto sociale strumento chiave per misurare e migliorare l’efficacia dei progetti di accoglienza in Italia risulta uno strumento più che valido per qualsiasi realtà che si occupa della missione trattata. Progetti come INside AUT e la Comunità SAI-MSNA dimostrano che è possibile creare valore sociale a lungo termine, ma richiedono un impegno costante, soprattutto nella raccolta dati e nella trasparenza. Le proposte emerse dal seminario rappresentano un passo avanti verso un sistema di accoglienza più inclusivo e sostenibile, basato su dati e coinvolgimento attivo di tutti gli attori coinvolti.
Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG):
- SDG 1: Sconfiggere la povertà (Target 1.3: Sistemi di protezione sociale inclusivi)
- SDG 4: Istruzione di qualità (Target 4.1: Accesso a istruzione di qualità per tutti)
- SDG 8: Lavoro dignitoso e crescita economica (Target 8.6: Ridurre NEET tra i giovani)
- SDG 10: Ridurre le disuguaglianze (Target 10.7: Migrazione ordinata e sicura)
- SDG 16: Pace, giustizia e istituzioni forti (Target 16.6: Istituzioni trasparenti e responsabili)